Next Gen e filantropia familiare
- Paolo Morosetti
- 29 feb 2024
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 1 mar 2024
di Mariapaola Biasi e Paolo Morosetti.

La filantropia è sempre più un mezzo per le famiglie imprenditoriali per trasmettere la propria legacy alla next generation, in particolare l’insieme di valori condivisi e la storia comune che abbraccia più generazioni e dalla quale scaturiscono preziosi insegnamenti per il futuro.
Le buone ragioni
Fare filantropia è un modo per sensibilizzare i giovani sull’importanza di acquisire competenze tecniche per ideare un progetto, reperire le risorse per realizzarlo, verificarne la realizzazione e misurare l’impatto che ha generato. E’ inoltre una modalità semplice, ma non per questo meno efficace, per scoprire il valore della ricchezza, che non è solo potere o strumento di benessere individuale o collettivo, ma anche servizio verso il prossimo.
Fare filantropia è anche un modo per trascorrere del tempo insieme, conoscersi meglio, rafforzare legami familiari e collaborare su progetti che possono avere un impatto tangibile sulle persone e le comunità, di cui essere orgogliosi tanto e quanto i risultati aziendali o le performance finanziarie che un portafoglio di asset class rende.
I principali benefici
Le famiglie che hanno alle spalle qualche generazione insegnano che alle attività filantropiche si coniugano diversi benefici (Box 1), non ultimo la possibilità di instillare responsabilità finanziaria nelle generazioni più giovani.

Per tutte queste ragioni, coinvolgere le nuove generazioni nelle attività filantropiche della famiglia non è più un’opzione, ma una decisione da intraprendere con strategia e metodo, tanto più se per tale via si desidera avere un impatto sociale e ambientale duraturo e se è intesa come una scelta veramente sentita e strettamente collegata ai valori familiari.
Come coinvolgere la next generation
Quale modo più concreto per condividere con i più giovani la propria visione del mondo e delle responsabilità che derivano da ricchezza e potere, se non vedendoli all’opera e toccandone con mano l’impatto?
Un’interessante ricerca sul campo condotta da Campden Wealth con Rockefeller Philanthropy Advisors Philanthropy2020_14Jan_eb2.pdf (rockpa.org) rileva che a livello mondiale, con minime variazioni per area geografica, il 65% degli intervistati ritiene che educare i giovani sullo scopo e l’impatto della filantropia e al senso di responsabilità verso gli altri sia una strategia efficace per ingaggiarli nelle attività familiari. L’81% degli intervistati dichiara anche che la next gen è già attivamente coinvolta (42%) o coinvolta in qualche modo (39%) nella filantropia familiare.
Vale la pena sottolineare che il tema della filantropia non è più una scelta di pochi o elitaria, ossia qualcosa che solo famiglie molto affluenti possono realizzare. Lo spirito filantropico è un modo di essere di molti e si può esprimere con una politica di donazioni ben studiata oppure strutturando processi o iniziative come la creazione di una fondazione. Senza dimenticare che la filantropia familiare può incrociarsi con attività simili che l’impresa di famiglia svolge.
I giovani hanno tanto da portare in questo campo: uno sguardo “fresco”, magari anche ingenuo, ma sempre portatore di innovazione – e sappiamo che la capacità di innovare a livello sociale è una delle caratteristiche della migliore filantropia; proposte creative e libere dai vincoli e dalle paure dell’esperienza; entusiasmo, energia e spesso la propensione ad aprirsi agli altri, creando sinergie e avviando progetti comuni, anche inaspettati, che possono moltiplicare l’impatto delle attività programmate.
Non è sempre facile catturare l’attenzione dei più giovani sui temi legati al business o alla finanza familiare. Più semplice, vista anche la grande attenzione dei millennial ai temi della sostenibilità, è coinvolgerli sulla filantropia, e molte sono le “chiavi d’accesso”:
Coinvolgerli nelle attività del Board o di Comitati specifici che si occupano di progetti filantropici.
Farli partecipare ai progetti in corso, non come semplici spettatori ma come parte attiva delle iniziative, anche in ruoli semplici ed esecutivi, che consentano di vedere molti aspetti organizzativi ma soprattutto l’effetto, e quindi l’impatto, verso l’esterno
Avviare un progetto specifico, scelto o anche ideato da loro, e dotarlo di un (piccolo) budget, stabilendo chiari obiettivi e tempi, eventualmente aiutandoli a costruire processi efficaci di implementazione e monitoraggio.
La cosa forse più importante, e certamente la più difficile, è lasciare la libertà anche di sbagliare, come parte del processo di crescita.
Come iniziare un percorso filantropico
Nella nostra esperienza abbiamo imparato che ci sono cinque step chiave da percorrere.
Ascoltare gli obiettivi e le preferenze dei familiari
Quali sono le cause che stanno più a cuore? Qual è l’orizzonte temporale di investimento? Si preferisce concentrarsi su pochi e importanti donazioni oppure promuovere un portafoglio variegato di iniziative? Quanto risorse si vogliono allocare a iniziative filantropiche?
Convergere verso una missione filantropica familiare condivisa
Tenuto conto degli obiettivi e delle preferenze di ogni persona, bisogna saper facilitare una discussione che raccolga consenso nella famiglia sul perimetro di intervento che si vuole presidiare insieme.
Definire le regole per scegliere i beneficiari
La missione definisce il perimetro, ma poi è necessario stabilire come le risorse sono allocate tra le varie cause e proposte. Chi propone le proposte? Chi seleziona? Come?
Selezionare con cura il meccanismo per donare
Al di là delle questioni meramente fiscali, se e con quale struttura donare sul piano istituzionale e operativo? E se si crea una struttura, per esempio una fondazione, quale ruolo possono avere i singoli familiari in essa?
Valutare l’impatto e apprendere dall'esperienza
Come si stabilisce se l’azione filantropica abbia avuto successo? Monitorare l’impatto è strumentale per dare efficacia all’azione filantropica, favorire la rendicontazione delle attività all’interno della famiglia e incentivare coloro che si vogliono occupare della materia a farlo in modo professionale. Monitorare l'impatto è anche la via principale per favorire un processo di apprendimento continuo per far evolvere strategia filantropica e meccanismi realizzativi.
Foto: iStock # 1202790771




Commenti